L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – UNA NUOVA FRONTIERA

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE – UNA NUOVA FRONTIERA

di Silvia Amore

L’intelligenza artificiale è una disciplina dell’informatica che si occupa di creare macchine in grado di imitare le capacità dell’intelligenza umana, attraverso lo sviluppo di algoritmi che consentono di mostrare una certa attività intelligente.

Oggi l’evoluzione tecnologica ha fatto sì che l’intelligenza artificiale uscisse dall’alveo della ricerca per entrare di fatto nella vita quotidiana. Se come consumatori ne abbiamo importanti “assaggi” soprattutto grazie a Google e Facebook, nel mondo del business la maturità e la disponibilità delle sempre più avanzate soluzioni tecnologiche ha portato la potenzialità dell’AI in molti segmenti.

Prendendo come base di partenza il funzionamento del cervello uomo (pur sapendo che ancora oggi non se ne comprende ancora a fondo l’esatto meccanismo), una intelligenza artificiale dovrebbe saper compiere in alcune azioni/funzioni tipiche dell’uomo:

  • agire umanamente (ossia in modo indistinto rispetto a un essere umano);
  • pensare umanamente (ossia risolvere un problema con funzioni cognitive);
  • pensare razionalmente (ossia sfruttare la logica come fa un essere umano);
  • agire razionalmente (ossia avviare un processo per ottenere il miglior risultato atteso in base alle informazioni a disposizione, che è ciò che un essere umano, spesso anche inconsciamente, fa d’abitudine).

Queste considerazioni sono di assoluta importanza perché permettono di classificare l’AI in due grandi “filoni” di ricerca e sviluppo in cui per altro la comunità scientifica si è trovata concorde, quello dell’AI debole e dell’AI forte.

La classificazione AI debole e AI forte sta infatti alla base della distinzione tra Machine learning (ML) e Deep learning (DL), due ambiti di studio che rientrano nell’attuale evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Un noto esempio di IA è ChatGPT, un chatbot che sfrutta l’intelligenza artificiale generativa e di apprendimento automatico. Venne realizzato nel 2020 dall’americana OpenAI (con grossi investimenti da parte di Microsoft) ed è basato su un modello conversazionale, per dialogare, per iscritto, con utilizzatori finali umani.

Molto popolare in Italia, fin dal suo debutto, ChatGPT ha visto gli italiani fra i primi al mondo per volume di ricerche. Basti pensare che nel 2025 è uno dei dieci siti più visitati al mondo e ha circa 700 milioni utenti settimanali.

L’ultima versione di AI in ChatGPT è il modello Gpt-5 presentato ad agosto 2025. Sa generare testo credibile e scritto in linguaggio naturale sulla base di input puntuali, anche in italiano, consentendo di scrivere mail, articoli, saggi su ogni argomento, canzoni e poesie, sceneggiature, informazioni turistiche, ricette e tanto altro. Ammette inoltre i propri errori, sa correggersi, sfida perfino premesse errate e soprattutto rifiuta domande non consone.

ChatGPT è dunque in grado di generare risposte coerenti e fluide in base al contesto fornito. Infatti, è in grado di comprendere e rispondere a domande, fornire spiegazioni, esprimere opinioni e altro ancora.

Il modello ora integra un sistema di ragionamento ed è nativamente multifunzionale, accetta input e dà output non solo in testo, anche in immagini, audio e video, in maniera molto fluida.

Numerosi sono i rischi legati all’evoluzione dell’intelligenza artificiale: la diffusione di disinformazione, la violazione della privacy, algoritmi che generano discriminazioni ecc. Esistono inoltre grosse preoccupazioni per la sicurezza nazionale, come l’uso nei cyber attacchi e soprattutto per la dipendenza tecnologica che riduce il pensiero critico umano. Pertanto quasi tutti gli Stati stanno adottando leggi specifiche per prevenire e arginare questi rischi.